“Non c’è niente e nessuno che sia veramente separato dal resto,
la vita stessa si manifesta in relazione.
Tra il pittore e il fare il quadro, tra il dipinto e lo spettatore…
Questi Fili nell’arte sono ciò che ci lega ai compagni di strada,
alla storia contemporanea,
al passato,
alle diverse forme d’arte”
Renato Mambor
Giovedì 23 maggio la galleria Tornabuoni Arte Roma inaugura una retrospettiva dedicata a Renato Mambor in occasione del decennale della sua scomparsa, in collaborazione con l’Archivio Mambor e con la consulenza scientifica di Maria Grazia Messina.
La mostra, attraverso una trentina di opere, si propone di presentare il percorso artistico e la pratica di Renato Mambor, “l’artista ‘concettuale’, il più emotivamente raffreddato, entro la cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo” (M. G. Messina), evidenziandone i passaggi sostanziali e la coerenza poetica e formale sempre mantenuta dai primi esiti alle ultime produzioni. Pur nella pluralità dei linguaggi utilizzati e nella poliedricità dei suoi intenti, il lavoro di Renato Mambor continuativamente parla di osservazione, linguaggio, comunicabilità e relazione con l’altro.
L’invito è quello di procedere nella narrazione della mostra dalle opere più storiche all’ultima produzione ripercorrendola poi in senso inverso, attuando l’auspicio dello stesso Mambor: “Vorrei che l’opera fosse riletta oggi dall’oggi. Ora che viviamo noi. [..] L’artista non è colui che certifica il presente ma colui che mette i semi per il futuro”.

















