Fin dal Rinascimento, il libro nell’arte simboleggia la conoscenza, con il codice – sia come oggetto che come concetto – che diventa una metonimia dell’erudizione e dell’apprendimento. Nell’era della digitalizzazione, in cui il testo è sempre più dissociato dal suo supporto stampato, Tornabuoni Art Paris presenterà a partire dal 10 aprile Il libro. Oggetto tra memoria e simbolo, un progetto che riunisce una selezione di artisti italiani e internazionali che hanno lavorato sul libro non solo per il suo contenuto letterario, ma anche per il suo valore simbolico. Con l’obiettivo di offrire un ampio panorama internazionale sull’uso del libro nell’arte contemporanea, la mostra presenterà opere di Vincenzo Agnetti, Alighiero Boetti, Jean Boghossian, Pascal Convert, Chiara Dynys, Emilio Isgrò, Anselm Kiefer, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Michelangelo Pistoletto, Yinka Shonibare e Chen Zhen.
La selezione di opere, che copre il periodo dagli anni Sessanta a oggi, testimonia la diversità e l’innovazione con cui questi artisti hanno integrato il libro nella loro pratica artistica. Che sia fisicamente presente o solo suggerito, trasformato nella sua forma e materialità o ripensato come un contenitore di un sapere reinventato, ogni opera affronta il tema del libro attraverso tecniche e sensibilità diverse.
Maggiori informazioni
Classifying the Thousand Longest Rivers in the World (1977) di Alighiero Boetti riflette l’interesse dell’artista per i sistemi di classificazione della conoscenza, mentre le cancellature di Emilio Isgrò esplorano come l’atto della cancellazione possa trasformare il significato, come testimoniano Sopra un fiore (1971) e il suo recente intervento su Romeo e Giulietta. Con Libro dimenticato a memoria (1969), Vincenzo Agnetti si spinge oltre, eliminando completamente il testo ed esplorando la questione della conservazione o della dimenticanza del sapere. Attraverso le sue British Library Collections, Yinka Shonibare crea biblioteche in cui ogni libro è rivestito di tessuto Batik, offrendo così una riflessione sulla diversità della popolazione britannica. La biblioteca presentata si concentra sull’ambito cinematografico, mettendo in luce l’impatto della migrazione su questa industria.
Anselm Kiefer, con Für Paul Celan (2004), rende omaggio al poeta e traduttore, inscrivendo nella materia stessa del libro il peso della memoria storica dell’Olocausto. Claudio Parmiggiani evoca il ricordo attraverso le sue impronte spettrali di biblioteche in Senza titolo (Dittico con libri) (2004), una delle sue iconiche Delocazioni che incarnano la sua poetica sul trascorrere del tempo.
In Le Chemin / Le Radeau de l’écriture (1991), Chen Zhen presenta libri incastrati tra traversine ferroviarie e pietre, rendendoli illeggibili e silenziosi. Chiara Dynys, invece, trasforma i libri in strutture di vetro e plastica, inscrivendo su di essi dualità come whole/hole o memory/oblivion, invitando così a una riflessione sulla percezione e sul significato.
Senza pretendere di offrire un’analisi esaustiva della presenza del libro nell’arte – un tema sempre attuale – la mostra propone al pubblico parigino uno sguardo sulla ricchezza e la diversità delle modalità con cui il libro è integrato nella pratica artistica contemporanea. Creando un dialogo tra opere storiche di grandi artisti italiani e figure internazionali, Il libro. Oggetto tra memoria e simbolo rinnova l’impegno di Tornabuoni Art nel promuovere gli artisti tradizionalmente associati alla sua programmazione, ampliando al contempo il suo orizzonte verso una prospettiva più internazionale.
La mostra arricchirà inoltre il programma 2025 di Italissimo (1-6 aprile 2025), il Festival di Letteratura Italiana a Parigi, offrendo un ulteriore approfondimento sul libro come oggetto culturale e artistico. Prestiti e documenti essenziali sono stati generosamente forniti dall’Archivio Vincenzo Agnetti, dall’Archivio Alighiero Boetti e da prestigiose collezioni private.
selezione di opere

X
















